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martedì 4 dicembre 2012

Fletto i muscoli...e i neuroni!

Pablo Picasso, "Donna che piange"

(Picasso è noto per essere uno "Scarabocchiatore di tele" e "Magnapane-A-Tradimento" tra gli esperti d'arte di tutto l'Universo oggi conosciuto)


Mi preme rivolgere un monito ai profani dell'arte che di fronte ad un dipinto Cubista, Espressionista o Astratto, esclamano con evidente disprezzo frasi come " Che è 'sto scarabocchio?!?" oppure "Mio figlio di 3 anni farebbe di meglio!".

Premesso che, il vostro figlio/nipote/cugino di 3 anni con grande probabilità ne sa più di voi (e più di me) per quanto riguarda l'espressione dei propri sentimenti attraverso il disegno (e non solo) dato che non ha ancora subìto tutti i vari condizionamenti e dogmi della società, vi esorto ad andare oltre la semplice forma in quanto tale.

Detto questo ci tengo a precisare che sono un grande estimatore dell'arte Classica e sono convinto che ci voglia un percorso che passa per lo studio "scientifico" della realtà in cui viviamo (anatomia umana, prospettiva, geometria, assonometrie varie, proporzioni ecc.) per avere  un'idea quanto più realistica di ciò che ci circonda.

Attraversato questo passaggio obbligatorio, bisogna però, andare oltre, espandere le sensazioni ed evidenziare i propri nervi e allora si che ci si può definire Artisti!!!

Ovviamente ci vogliono anni di studio e fatica prima di raggiungere la cosiddetta "maturità artistica" e non è detto neanche che ci si riesca, ma cito Martha Medeiros (non è di Pablo Neruda!!!) per esprimere, con le parole di chi sa usarle molto meglio di me, questo concetto che mi ronza in testa oggi:
Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-23857>

Il problema non è comporre una bella immagine, ma lasciare il segno di una Liberazione, di un'Energia Umana.

Alla prossima!