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lunedì 10 dicembre 2012

BI-SOGNO



Disegno di Rogério Puhl




"C’è bi-sogno di parole nuove, idee rinfrescanti, che non siano solo momentanee come (tormentoni)acquazzoni estivi, che arrivano improvvisi e dopo aver stuprato l’azzurro del cielo, veloci come puttanieri in cerca di sfogo dalle gelide lenzuola delle mogli, fermano la polvere depositata per settimane sul bitume, di una consistenza ormai viscosa. 

C’è bi-sogno di quelle parole, che diventano semplificazioni di ragionamenti incomprensibili, che diventano digeribili pure dai profani. Quei ragionamenti improvvisi, che ti resuscitano dal torpore notturno nel bel mezzo di un (bi)sogno lucido.

Un bi-sogno, che diventa necessità per chi lavora con le mani collegate in presa diretta con la mente. Usare aree vaste di entrambi gli emisferi contemporaneamente. Sfruttare zone sempre nuove del cervello per non rimanere impantanati nell’ovvietà e nella quotidianità. Non scivolare mai nella trappola del banale e del luogo comune.

C’è bisogno di “svuotare la tazza”. Svuota la mente se vuoi riempirla di cose nuove. Brucia la mappa prima di iniziare un viaggio.

C’è bi-sogno di non procrastinare. C’è bi-sogno di non abbarbicarsi a credenze e ricette pre-stabilite, né a persone, cose o animali. Tutto è destinato ad avere una fine e non è legandoti una zolletta di zucchero al dito che le eviterai di sciogliersi se viene immersa nel caffè. Finirai inevitabilmente per scottarti il dito.

C’è bi-sogno di lasciar fluire l’energia che contiene il proprio corpo e spargerla nel mondo quando se ne avverte il bi-sogno. C’è bi-sogno di amare, ma prima c’è bi-sogno di farsi un’idea corretta di cosa in realtà sia l’amore. Il concetto più discusso del mondo. Il sentimento meno compreso. Il sentimento più odiato.
Se si “odia l’amore” probabilmente c’è qualcosa che non va in noi stessi o nella concezione che ci siamo creati. Se abbiamo paura dell’amore ci sbagliamo. Non è l’amore che ci fa paura, ma il modo in cui “non” lo abbiamo digerito. Se si teme l’amore si ha bisogno dell’amore. C’è bisogno di eliminare la paura o almeno arginarla con sacchi di amore, disposti in modo da formare dighe nei punti in cui il letto della vita non riesce a contenere  il flusso.

C’è bi-sogno di aprire le valvole. C’è bi-sogno di far fluire le idee. C’è bi-sogno di ricercare, capire l’esistente, assorbire gli insegnamenti, ascoltare le opinioni e poi c’è bi-sogno di lasciar passare via tutto. C’è bi-sogno di cercare assiduamente il miglioramento, ma non ossessivamente. C’è bi-sogno di conoscere i propri limiti e per farlo bi-sogna raggiungerli, stuzzicarli, stimolarli e dissacrarli; ci si accorgerà che sono più volubili di quanto credessimo.

C’è bi-sogno di avere dei bi-sogni. Sogni doppi. Una parte la vivi nella tua mente. La seconda, quella che si è sdoppiata, hai bi-sogno di viverla sul serio.

C’è bi-sogno di dare sfogo al tuo bi-sogno, coltivarlo, assecondarlo, esaminarlo da tutte le prospettive poi tuffarsi a capofitto e finalmente soddisfarlo!"

(Liberamente ispirato a riflessioni notturne)



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